I migliori anni della nostra vita

Grandi soddisfazioni per tutto il popolo biancorosso

Un decennio di grandi cambiamenti e probabilmente il periodo più felice della storia biancorossa, segnato da traguardi unici: la Coppa Italia del ’97 e la semifinale di Coppa delle Coppe contro il Chelsea nel ’98.

Nell’estate del 1990 la società, acquistata nell’aprile dell’anno precedente da Pieraldo Dalle Carbonare, cambiò nome diventando Vicenza Calcio. Nell’ottobre dello stesso anno arrivò da Palermo Mimmo Di Carlo, mediano che diventerà una vera e propria bandiera vestendo la maglia biancorossa per 9 stagioni.

Nella stagione 1991-92 tornò alla guida del Vicenza Renzo Ulivieri e nell’annata successiva la squadra conquistò la Serie B.  Nel giugno del 1994 giunse sulla panchina biancorossa Francesco Guidolin che al suo primo anno riuscì subito a centrare la Serie A. I berici ritornarono nella massima serie dopo 16 anni, grazie alla miglior difesa del campionato (26 gol subiti) e al minor numero di sconfitte (4). La squadra di Guidolin, contraddistinguendosi per l’unione e la coesione del gruppo, fece perno sulle prestazioni di giocatori del calibro di Giovanni Lopez, Gilberto D’Ignazio Pulpito, Domenico Di Carlo e sui gol di Roberto Murgita.

Nella stagione successiva, 1995/96, il Vicenza giocò bene e a tratti in modo spettacolare, chiudendo il campionato, contro ogni previsione, al nono posto. Un altro punto di forza fondamentale fu sicuramente lo Stadio Romeo Menti, dove i biancorossi sconfissero Juventus, Lazio, Roma, Parma e pareggiarono con Milan e Inter. Sulle ali dell’entusiasmo la compagine di Guidolin iniziò la stagione 1996-97,  nella quale i biancorossi sconfissero le big del campionato, Juventus, Milan e Inter, e per la prima volta nella storia, nel mese di novembre, furono primi in classifica in solitaria. Nel mentre proseguiva senza ostacoli anche il cammino in Coppa Italia, dove il Vicenza nei primi turni eliminò Lucchese, Genoa e il Milan di Baggio e Weah. Il doppio pareggio contro i rossoneri, 1-1 a San Siro e 0-0 al Menti, oltre a portare il Lane in semifinale, conferì ulteriore entusiasmo e soprattutto grande fiducia nei propri mezzi. In semifinale i biancorossi incontrarono il Bologna dell’ex Renzo Ulivieri. La prima sfida al Menti, fini 1-0, rete di Murgita, mentre al Dall’Ara fu determinante Cornacchini che pareggiò a pochi minuti dalla fine il vantaggio iniziale bolognese. Così gli uomini di Guidolin, all’ottavo posto in campionato conquistarono la finale di Coppa Italia. In finale l’avversario fu il Napoli. Nell’andata al San Paolo gli azzurri ebbero la meglio con un 1-0 firmato Fabio Pecchia. Il 28 maggio al Menti, però, fu un’altra storia, Maini portò la gara ai supplementari. I minuti decisivi del confronto arrivarono proprio allo scadere. Al 118’ Maurizio Rossi trafisse in tap-in l’estremo difensore partenopeo, mentre al 120’ Alessandro Iannuzzi fissò il risultato sul definitivo 3-0. Il capitano Giovanni Lopez alzò al cielo il trofeo più importante della storia biancorossa.

Nel 1997 il Vicenza diventò la prima squadra italiana ad avere una proprietà straniera, infatti la società britannica ENIC acquistò la maggioranza delle quote azionarie del club.

Nell’annata 1997-98 i biancorossi ebbero accesso alla prestigiosa Coppa delle Coppe. In campionato, però, dovendo gestire il doppio impegno, trovarono qualche difficoltà in più rispetto alle 2 precedenti stagioni, ma nonostante tutto riuscirono a ottenere la salvezza. Sul fronte europeo i ragazzi di Guidolin scrissero un’altra gloriosa pagina della storia biancorossa. Nel primo turno della competizione l’avversario fu il Legia Varsavia, che fu superato senza troppe difficoltà, 2-0 al Menti e 1-1 in Polonia. Agli ottavi di finale arrivarono gli ucraini dello Shakhtar, sconfitti agevolmente sia all’andata che al ritorno (3-1 fuori e 2-1 in casa). Nei quarti di finale i biancorossi riuscirono a realizzare addirittura 9 gol agli olandesi del Roda (4-1 fuori casa e 5-0 al Menti). Dopo un percorso vincente si giunse alla prestigiosa semifinale contro il Chelsea. Il 2 aprile 1998 si gioca l’andata al Menti, i biancorossi vinsero 1-0 una partita che rimarrà nella storia grazie al gol di Zauli. Al ritorno, però, nonostante il vantaggio di Luiso, il Lane si dovette arrendere alla forza degli inglesi, che riuscirono a ribaltare gli esiti della doppia sfida con un 3-1. Nonostante lo sconforto iniziale e il grande rammarico soprattutto per la rete ingiustamente annullata a Luiso sul 1-0, rimase la gioia e consapevolezza di aver scritto una pagina favolosa della storia biancorossa.

Dall’annata successiva il ciclo magico dei biancorossi sembrò concludersi, al posto di Guidolin subentra prima Franco Colomba e poi in corsa Edy Reja. La squadra però conclude il campionato al penultimo posto e retrocede in cadetteria. Nella stagione 1999-2000 con il tecnico Reja e una squadra composta da tanti nomi illustri, Luiso, Zauli o Bucchi, il Vicenza riuscì a riconquistare subito la Serie A con due giornate d’anticipo.

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