Di Carlo: “Quando sei vicino all’obiettivo occorre testa e cuore”

Mister Di Carlo ha risposto in videoconferenza alle domande dei giornalisti, alla vigilia della sfida contro il Brescia, in programma domani alle ore 14:00, allo Stadio Menti.

Di Carlo: “Dico “calma” perché per raggiungere l’obiettivo, la nostra missione, mancano ancora due punti, penso, per la matematica. Quindi è importante domani andare in campo e provare ad ottenerli attraverso i nostri valori, quelli della nostra squadra, ma soprattutto, dimostrare che questo campionato ce l’abbiamo lì a portata di mano e va finito il lavoro.

La gara di sabato? Sotto l’aspetto del gruppo, della coesione e dell’unione è una risposta che ci ha portato i tre punti. Perché la squadra ci ha creduto fino alla fine, sono arrivati i tre punti in un partita, ripeto, difficile: dove abbiamo giocato bene il primo quarto d’ora e l’ultimo quarto d’ora. Mentre tutta la seconda fase del primo tempo e l’inizio del secondo tempo la squadra è stata un po’ più bassa. Siamo stati meno aggressivi ma siamo stati propositivi, ma ora cerchiamo la concretezza, l’atteggiamento. Venivamo da tre sconfitte e la risposta alle tre sconfitte è stata una vittoria fondamentale, che ha messo un bel mattone sulla nostra casa, per arrivare alla nostra salvezza.

L’errore di sabato? Qualche volta ci sono delle letture che non sono perfette. Alcune volte ti va bene, qualche altra gli avversari ne approfittano. In una lettura di una palla lunga non siamo stati bravi, ma questo, senza colpevolizzare nessuno, succede. Quello che conta è “il dopo” e a me è piaciuto che dopo aver preso gol, abbiamo creato tre occasioni da rete e abbiamo trovato il gol della vittoria. Quindi mi soffermo più sulla capacità di reazione che abbiamo avuto e sulla voglia di portare a casa il risultato, perché secondo me, la partita di Chiavari ci ha dato tanti spunti, ovvero come abbassiamo l’intensità e il ritmo diventiamo una squadra “normale” e quindi diamo agli avversari la possibilità di farci del male. Se invece alziamo il ritmo e giochiamo in velocità e siamo aggressivi, siamo il Vicenza che ha fatto 10 vittorie in questo campionato. Inoltre sappiamo che con 10-11 vittorie si arriva alla salvezza in Serie B, con 14-15 vittorie si va ai playoff e con 18-19 vittorie si va in Serie A. Quindi ora noi siamo a 10 vittorie e ne mancherebbe una per la matematica.

Formazione? Abbiamo fatto allenamento questa mattina, ci sono 3-4 giocatori ancora da valutare. Valutare significa che a livello fisico, oggi ho lavorato con tutto il gruppo e l’intenzione è quella di convocare tutti i 27 giocatori, siamo in 27  e non ce n’è uno che sta fuori. E questo è un bel dato, non è un caso che quando ci siamo tutti abbiamo fatto belle buone o ottime prestazioni e questo è quello che mi aspetto anche domani. Chi valuto? I recuperi degli 11 che hanno giocato e la botta che Pontisso ha preso al ginocchio a Chiavari. Meggiorini, Jallow, Beruatto hanno speso molto e vediamo. Oggi stavano meglio, però domani mattina, abbiamo sia la soluzione A che la soluzione B e chi scenderà in campo dev’essere pronto a portare a casa questa vittoria, che è alla nostra portata, anche contro una grande squadra.

Sufficienti due giorni per preparare la gara? Sono sufficienti se domani portiamo a casa il risultato. Nessun alibi, nessun dire “noi abbiamo bisogno di tempo”, perché per gli altri è uguale. Quando sei vicino all’obiettivo, puoi anche non allenarti, devi arrivarci con la testa e devi arrivarci con il cuore. Quindi bisogna usare la testa e il cuore.

Brescia in cerca di punti playoff? La Serie B è imprevedibile, nella scorsa giornata la salvezza sembrava quasi scontata sui 40-41 punti e ora si è alzata a 45-46, forse anche 47. Questo è la bellezza della Serie B. Se chi ha 44-45 e fa tre vittorie, qualora davanti rallentassero avrebbe la possibilità di centrare i playoff. Niente calcoli. Io lo dico a me, lo dico alla squadra, lo dico ai nostri tifosi e a voi, nessun calcolo, si scende in campo, si scende per fare il massimo e per ottenere il massimo. Il Brescia, sappiamo che è una squadra tecnica, sappiamo che attacca molto la profondità, sappiamo che concedono anche l’1 contro 1 in difesa, dove noi possiamo fare loro del male e noi abbiamo preparato la partita nel migliore dei modi, perché per affrontare questa squadra, dobbiamo essere bravi a leggere la partita. Domani la lettura della partita è importantissima, dobbiamo rimanere molto equilibrati, compatti, ma la lettura della gara domani è fondamentale. Perché con certi giocatori che hai davanti come Ayè, Donnarumma e Ragusa, occorre avere sempre massima concentrazione. Faccio un esempio per farvi capire meglio, noi col Lecce abbiamo fatto una buona gara, ma abbiamo concesso quegli spazi nei quali le squadre che hanno qualità, fanno male. Ecco domani dobbiamo fare una buona gara, non concedendo quegli spazi.

Il finale del girone B di Serie C? È chiaro che il Perugia ha un ottimo organico e che chiaramente ha giocatori di Serie B, come li ha il Padova. Erano due squadre che si giocavano il campionato, è chiaro che tante volte spendere tanti soldi in Serie C non porta alla vittoria. Il Padova sono due anni che fa veramente un ottimo mercato per vincere, ma non è facile vincere, non è facile. Quando hai 5-6 punti di vantaggio, devi tener duro fino alla fine, purtroppo il Padova ha perso il campionato, ma l’ha vinto il Perugia, con un budget simile. Quindi va dato merito a tutte le due squadre che sono arrivate lì a pari punti, il campo ha premiato il Perugia, il Padova avrà la possibilità di rifarsi ai playoff.

Valorizzato il campionato del Vicenza che lo scorso anno ha vinto con un budget inferiore? Vincere non è facile, non è detto che se spendi di più, ottieni il risultato, come vediamo in tante realtà. Basti vedere la Spal che in questo momento è in difficoltà, con un budget di spessore alto. Poi si gioca a calcio e devono essere tutti uniti: l’allenatore, la squadra, tutto il gruppo che ruota attorno,  la società e i tifosi. Quanto più si è uniti e coesi, tanto più si può costruire per vincere. Quando poi non c’è continuità, ci sono tanti cambi, tante incertezze, tanta negatività, sicuramente si farà fatica. E quindi il percorso di crescita è un po’ più lungo da fare.

I tifosi che devono essere orgogliosi? A noi ci mancano tantissimo, perché noi viviamo con i nostri tifosi e con le loro emozioni. I giudizi negativi che a volte ci possono essere stati, li accetto se sono costruttivi, e quindi fanno crescere, fanno crescere noi e fanno crescere all’esterno. Quello che volevo dire è che i nostri tifosi stanno perdendo una squadra che sta lottando in un anno difficile a causa del lockdown, della pandemia. I tifosi si sono persi la forza di questo gruppo, il valore, il cuore che è quello che piace ai nostri tifosi e non li hanno potuti sostenere partita dopo partita, perché noi in casa tante partite, con i nostri tifosi presenti, le avremmo portate a casa. E io spero solo che questa squadra continui a lottare fino all’ultima giornata e che possa dare altre soddisfazioni a quei tanti tifosi che purtroppo non possono venire allo stadio. Capisco poi che alcuni non potendo venire si sfoghino dietro ad un computer, a un telefono, a un social. Siamo con loro, quando le cose non vanno bene siamo i primi noi ad essere dispiaciuti. Ma in questo Vicenza e nella società, stiamo tutti stavo cercando di migliorare, lavoriamo per migliorare. Ogni vittoria va condivisa con loro perché non sono qui con noi.

Difficoltà nel riuscire a chiudere le gare? Non sappiamo gestire i risultati, la squadra è abituata ad avere un atteggiamento e una mentalità diversa dal gestire il risultato. A Chiavari, è successa questa cosa. L’Entella ha messo in campo una prestazione di alto livello, anche se erano ultimi in classifica, noi dobbiamo essere bravi nel continuare ad attaccare, a pressare, a essere sempre veloci nel gioco e non essere compassati. Quando rallentiamo il gioco, quando giochiamo un po’ più lenti, quando siamo aggressivi, vengono fuori gli avversari e per 20 minuti del primo tempo e del secondo tempo il Vicenza, doveva e poteva far meglio. Il primo e l’ultimo quarto d’ora invece abbiamo fatto bene. Matteo Grandi non ho fatto una parata alla fine, non ci sono stati tiri. Molte mischie, noi dobbiamo puntare sull’aggressività, sulla compattezza e sul gioco veloce, dove siamo bravi. Abbiamo i valori e dobbiamo sempre dimostrarlo”.

Pubblicato il 3 Maggio 2021

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