Diaw: “Avevo voglia di giocare in uno stadio con una tifoseria così, questa è una maglia pesante e importante”

E’ stato presentato il nuovo attaccante biancorosso Davide Diaw, giunto a titolo temporaneo dal Monza.

“È stata una trattativa abbastanza lunga, sapevo dell’interesse della società, ma sono cose che vanno fatte in tre. Subito pensavo di rimanere a Monza poi le cose sono cambiate, mi sono preso un po’ di tempo per pensare. Ero arrivato a gennaio e avendo 3 anni di contratto non pensavo che me ne sarei andato, poi abbiamo mancato l’obiettivo, è cambiato l’allenatore, c’erano tanti giocatori in rosa e le cose sono andate così ma ora sono contento di essere qui. Vicenza è stata una scelta voluta. E’ una piazza storica, importante, con un tifo importante, essendo stato a Cittadella, conosco bene la zona e mi piace, venivo spesso qui con a mia famiglia per fare una passeggiata. Di Carlo? Ci ho parlato, ci siamo allenati ieri e oggi, è un mister con tanta esperienza anche in Serie A e sono a completa disposizione sua e del gruppo.

Perché la scelta di Vicenza? Perché è una piazza importante, finora non avevo mai giocato in città con questo tifo e quindi avevo voglia di giocare in uno stadio importante, con questa maglia e con una tifoseria, che se gli stadi riapriranno, sarà determinante nel raggiungimento del risultato.

Obiettivi? Fare bene a livello di squadra e cercare di arrivare il più in alto possibile, difficile dire dove arriveremo, l’importante è avere la mentalità vincente e fare i tre punti più volte possibile. E’ importante questa mentalità.

Cosa non ha funzionato a Monza? Non lo so, cambiando a gennaio non è mai semplice. Non sono funzionate alcune cose, se non siamo riusciti ad raggiungere l’obiettivo ma non sta a me dirlo, ora è acqua passata, sono qui e voglio fare il meglio per il Vicenza. Il primo impatto con questa squadra è stato molto positivo, è un gruppo di bravi ragazzi, un gruppo sano che ha voglia di lavorare.

Il ruolo dove posso rendere di più? Giocando a due punte con il trequartista dietro, per avere la possibilità di attaccare lo spazio. Ma sono a completa disposizione, anche se dovessi fare il terzino, l’importante è che la squadra possa raggiungere il risultato.

Sei tra i primi cinque attaccanti della categoria, la senti come una responsabilità? Sì, com’è giusto che sia perché la società mi ha voluto fortemente. Nessun giocatore fa niente da solo, nemmeno Cristiano Ronaldo, figuriamoci io. Però sono convinto anche da queste prime impressioni che questo è un gruppo che può permettersi di alzare l’asticella, è un gruppo unito dove tutti remano dalla stessa parte e si vogliono bene.

Sei arrivato in prestito, c’è qualche clausola particolare? Sono qui in prestito ma per me non è importante, io voglio fare il meglio per il Vicenza a prescindere se avessi un triennale o sull’essere in prestito.

Tanti goal qui dopo quello segnato in campionato? Spero di farne tanti altri. Questo è uno stadio bellissimo, storico ed è un onore poter essere qui e vestire la maglia biancorossa. Ieri ho detto di essere onorato perché l’hanno vestita giocatori come Paolo Rossi e Roberto Baggio, è una maglia pesante e importante e anche questo ha fatto pendere l’ago della bilancia verso Vicenza.

Io fuori dal campo? Cerco di fare il papà e stare il più vicino possibile a mia figlia che ha 4 anni. Sto molto in famiglia.

Tanta gavetta? Non è facile fare il salto dai dilettanti ma il lavoro paga e ci vuole anche un po’ di fortuna, nell’incastrare le cose. Ho ancora tanta voglia di lavorare e di fare bene per confermarmi e continuare il più a lungo possibile a fare la differenza”.

Pubblicato il 10 Luglio 2021

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