Grandi & Saraniti: “Dopo le sconfitte la differenza l’ha fatta il gruppo. Virus? Nessuno è immune”

Appuntamento live sul nostro profilo ufficiale Instagram con LR On Air. Quest’oggi in compagnia in una diretta condivisa di Matteo Grandi e Andrea Saraniti che hanno risposto alle curiosità dei tifosi.

Tutte le curiosità rivolte a Matteo Grandi:

Come fai ad allenarti a casa? “C’è da ringraziare la società per quello che ci ha messo a disposizione, ci ha portato le cyclette a casa e tutti gli strumenti utili affinché noi potessimo mantenere la forma fisica. E’ fondamentale mantenerci allenati anche mentalmente, per farci trovare pronti”.

Il rinnovo? “Con la società siamo molto vicini, sarebbe un orgoglio per me poter continuare a vestire questa maglia”.

Qual è l’attaccante che ti ha più impressionato? “Oltre ai nostri, probabilmente Kargbo della Reggiana, molto forte e veloce. Anche gli attaccanti del Carpi hanno fatto veramente bene finora. Quest’anno ci sono diversi attaccanti di spessore”.

Cosa pensi di Albertazzi? “Con Mirko abbiamo un ottimo rapporto, all’interno della squadra abbiamo un’altra piccola squadra, quella dei portieri. E’ fondamentale creare questa unione anche con il mister dei portieri e con Pizzignacco e lavorare insieme. Gli stimoli in allenamento sono fondamentali, se migliora uno migliora anche l’altro”.

Com’è esultare sotto la Curva a fine partita? “Esultare sotto la Curva è un’emozione fortissima, condividere un momento così bello con i nostri tifosi è qualcosa di incredibile. Poi si è creata quella cosa scherzosa che andiamo via e torniamo (ride, ndr)”.

Momenti difficili nella stagione? “Forse le sconfitte, quella con il Padova e quella con il Piacenza, poi abbiamo avuto delle grandi reazioni a Trieste e contro la Reggiana, in quelle situazioni fa la differenza il gruppo, avere una reazione così non è da tutti, oltre alla vittoria sono state delle prestazioni di squadra notevoli”.

Com’è Renzo Rosso? “Vede sempre un passo avanti agli altri. E’ una persona molto alla mano, è esattamente come lo vedete”.

Sei andato a scuola di volo? “Ho fatto aeronautica, poi l’ho lasciata, era molto difficile, ma la passione mi è rimasta. Ogni tanto uso ancora il simulatore di volo.

Chi è il tuo idolo? “Sono cresciuto con Buffon che era il migliore portiere al mondo. Al momento invece mi ispiro a Ter Stegen del Barcellona e Oblak dell’Atletico, sono i migliori al momento. Hanno caratteristiche diverse il primo è bravo coi piedi, mentre il secondo in porta è incredibile”.

Qual è stata la tua miglior parata? “Le più importanti anche se meno belle sono le due di Bolzano, sullo 0-0. Ma anche a Cesena su Caturano sempre sullo 0-0, più che belle sono state in un momento fondamentale della partita. Non sono un portiere da voli plastici per i fotografi”.

Che squadra tifi? “Simpatizzo per la Juve, ma non sono un tifoso sfegatato”.

Cosa farai in caso di Serie B? “Potrei rasarmi i capelli. Poi in quel momento potrebbero succedere cose inimmaginabili ora”.

In quali squadre ha giocato? “Borgo a Buggiano in C2, poi Sudtirol, la Pergolettese a Crema, poi Bassano, successivamente per 1 anno e mezzo a Catanzaro, poi 6 mesi a Latina in B, poi di nuovo Bassano e infine Vicenza. Penso sia fondamentale fare un po’ di gavetta girando l’Italia”.

Meglio giocare a Bassano o Vicenza? “Per la mia carriera Bassano è stata fondamentale, soprattutto per la mia crescita. Vicenza però non è paragonabile né per la carriera, né come piazza. Dalla Serie A alla Serie C, non ci sono molte piazze come Vicenza, con una tifoseria di questo tipo. Non sono paragonabili. Vicenza è qualcosa di incredibile, difficile da descrivere”.

Vi state sentendo con gli altri del gruppo in questi giorni? “Ci sentiamo sempre, siamo sempre in contatto. Facciamo le call tutti insieme, ridiamo, scherziamo, ci alleniamo insieme a distanza. Anche lo staff organizza sempre delle attività per tenerci attivi mentalmente”.

 

Tutte le curiosità rivolte ad Andrea Saraniti:

Come ti alleni? “Abbiamo svariati programmi, ci teniamo in forma sia mentalmente che fisicamente, dobbiamo farci trovare pronti. Io sono fortunato ad avere una casa con il giardino, così lo posso sfruttare, ci aveva visto lungo mia moglie a inizio stagione”.

Come ti trovi a Vicenza? “Mi trovo benissimo, è stato il primo anno al Nord. Sono stato accolto bene, sia io che mia moglie. A parte questo piccolo intoppo della quarantena forzata che è una cosa che passerà e già ora sto meglio, ma siamo noi a dover dare una mano a tutta l’Italia. Nessuno è immune da questo virus purtroppo, si prende punto e basta, perciò state a casa. Io ci sono passato solo per un breve periodo per fortuna, ma stiamo a casa. Aiutiamo chi ci sta aiutando.”.

In questo girone chi ti ha messo più in difficoltà? “Krešić del Padova, è fastidioso, è molto alto ma anche abbastanza veloce, secondo me è un gran difensore”.

Com’è questo gruppo? “Ho notato subito l’importanza di questo gruppo, fin dal primo giorno del mio arrivo qui. Spero di poter rivedere presto tutti e spero che seguendo le istituzioni e facendo ciò che ci è stato chiesto, le cose possano cambiare, per poter ritornare a giocare a dare una gioia a voi che ci seguite. E’ davvero difficile stare a casa, noi siamo dei privilegiati perché lavoriamo 2 ore, 2 ore e mezza al giorno e quindi possiamo passare tanto tempo con i nostri cari. A noi non poter andare al campo, al Menti e giocare ci sta veramente stressando”.

Come è esultare sotto la Curva a fine partita?  “E’ una gioia immensa. Mi ha colpito quando abbiamo pareggiato in casa con il Gubbio, la Curva ci ha chiamato e ci ha applaudito per 5 minuti. Da queste cose capisci che hai una tifoseria che ti sta sempre vicino perché sente che tutti stiamo dando l’anima, sia la squadra che la società”.

Come è stato segnare a Cesena? “Sembrava di essere al Menti, sono quelle domeniche che probabilmente ricorderemo quando saremo vecchi, con amici e figli. È stato qualcosa di pazzesco, quando ho alzato gli occhi verso la Curva c’era un muro biancorosso impressionante”.

Sei uno dei più casinari in spogliatoio? “Diciamo che sono sul podio, sono un giocherellone, mi piace scherzare”.

Andre, ma hai problemi di connessione? “Purtroppo dove vivo non prende benissimo, l’importante è che si senta la voce, anche perché in faccia è meglio che non mi guardiate (ride, ndr)”.

Hai qualche hobby? “Mi piacciono molto le serie tv e i film. Mi piace molto il cinema, sto cercando di trasmettere questa mia passione anche alle mie figlie, alla grande mi è già riuscito, la piccola è ancora troppo piccola”.

Com’è Renzo Rosso? “Qui sembra di stare in Serie A, la società non ci fa mancare nulla”.

Chi è il tuo idolo? “Uno dei miei idoli è stato Caracciolo, lo seguivo soprattutto quando stavo nei dilettati, quando lo vidi giocare al Barbera, nonostante l’annata non ottimale, si è visto che era un gran giocatore e nella sua carriera l’ha dimostrato. Tra quelli più famosi sicuramente Ibrahimovic, poi è un personaggio, lo seguo molto, è proprio così nella sua vita di tutti i giorni”.

Il tuo gol più bello in biancorosso? “Quello contro il Fano, su calcio piazzato. Con l’esultanza a cercare mia moglie in tribuna, mai trovata poi, aveva cambiato posto quella domenica (ride, ndr)”.

Che squadra tifi? “Sono cresciuto guardando il Palermo e quindi ho il cuore legato a quei colori, ma sono interista”.

Cosa farai in caso di Serie B? “Ho un sacco di idee in testa, sicuramente però vado in bici da Vicenza a Cittadella a casa del Prof, faccio un aperitivo e poi torno indietro (ride, ndr)”.

A che età hai capito che avresti fatto carriera? “L’anno scorso (ride, ndr). Scherzi a parte, 9 anni fa quando vinsi l’Eccellenza, capii che avrei potuto giocare nei professionisti, sono felice di aver fatto questa carriera e di poterla continuare a fare”.

In quali squadre ha giocato? “Tantissime. La Sicilia l’ho fatta tutta, Calabria, Campania, Puglia, Lazio, Marche e Veneto. Vi dico le regioni che sono di meno, facciamo prima”.

Che dieta stai facendo? “Mediterranea, tanto pesce e verdure. A parte oggi che è domenica, una volta a settimana si può sgarrare, ma non bisogna mai strafare”.

Hai la batteria che si sta scaricando? “Sì, ho chiesto alla piccola se me lo portava, mi ha risposto te lo puoi scordare (ride, ndr)”.

Vi state sentendo con gli altri del gruppo in questi giorni? “Ci sentiamo tutti i giorni, organizziamo un sacco di challenge”.

Pubblicato il 29 Marzo 2020

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