Magalini: “Abbiamo concluso le operazioni che volevamo fare”

La conferenza del Direttore Sportivo Giuseppe Magalini a chiusura della sessione estiva di calciomercato.

“Il bilancio è sotto gli occhi di tutti,  abbiamo lavorato molto, e sinceramente, noi siamo anche molto soddisfatti. E’ stato un mercato lungo, lo dico sempre che non mi soddisfa per questa sua durata. Soprattutto poi quando inizia il campionato, credo sia una componente negativa, non riesco a capire perché non si possa risolvere il problema. A prescindere da questa mia considerazione è stato un mercato secondo noi positivo, per come abbiamo lavorato. Siamo andati a fare le operazioni che volevamo fare e di questo va ringraziata sicuramente la proprietà, nelle figure della famiglia Rosso e dei soci, perché gli sforzi sono stati decisamente importanti e per arrivare dove siamo arrivati.
Purtroppo le prime due partite abbiamo perso e vuol dire che qualcosa l’abbiamo sbagliato, ma siamo convinti a prescindere di essere sulla strada giusta e di poter riprendere quanto prima il cammino per fare il campionato che auspichiamo, perché purtroppo quest’anno la Serie B è un campionato difficile. Dico purtroppo perché non saprei dirvi quale squadra non si sia rinforzata in maniera importante, ve lo posso garantire perché dal mio punto di vista ha lavorato meglio la Serie B rispetto alla Serie A. Un mercato così importante in Serie B non si ricordava da anni.

Voto al mercato? Non credo sia nemmeno corretto, anche se tutti hanno il loro pensiero. Noi siamo convinti di aver fatto quello che dovevamo fare, anzi, ne siamo certi. Adesso dobbiamo anche rispondere sul campo, perché se la nostra convinzione è tale, deve avere anche una risposta e siamo convinti che questa arriverà. Abbiamo identificato gli spazi che bisognava riempire, abbiamo identificato dei nomi e abbiamo preso chi volevamo. Poi ci sono molte situazioni durante il mercato che ti portano degli scompensi nei ragionamenti, proprio in virtù di quello che dicevo prima, anche perché possono variare da un momento all’altro. Poi è chiaro che quando si punta ad un’obiettivo non è che si debba lavorare solo su un profilo, quindi si lavora su più profili. Diciamo che a seguito delle nostre scelte siamo arrivati dove volevamo arrivare.

Il mercato in uscita? Siamo riusciti anche a non dare giocatori che altri volevano e questa credo sia una cosa positiva. È insindacabile che ci sia stata la volontà di lavorare in uscita con Samuele Longo, questo lo sapete tutti. Samuele però è rimasto, per certi versi a voi sembrerà strano, ma siamo anche contenti sia qui, perché è comunque un giocatore che vogliamo valorizzare e al quale vogliamo dare un senso di appartenenza. Non vi sono state situazioni condivise e quindi abbiamo preferito ciò.

Il ritardo su Taugourdeau? Mi fa piacere che mi faccia questa domanda, è stato preso sul filo di lana perché è sempre stata la nostra prima scelta, non siamo riusciti ad arrivare prima a concludere l’affare per responsabilità congiunte, non perché il ragazzo non volesse venire, come ho letto, perché non è assolutamente vero. Già fin dalla prima volta che gli parlai voleva venire subito a Vicenza, quindi le cose sono state complicate, perché ci sono di mezzo altre società e altre persone. Però Taugourdeau era la nostra prima scelta, è uno dei giocatori che abbiamo cercato per primi e siamo rimasti vigili sulla sua situazione. Purtroppo siamo dovuti arrivare all’ultimo giorno, ma se il mercato fosse finito un mese prima, lui sarebbe arrivato un mese prima. Non era stata una volontà nostra, l’obiettivo era lui, non abbiamo nemmeno mai avuto la paura di perderlo. Però purtroppo le dinamiche si sono allungate per responsabilità altrui.
Diciamo che avevo anche le alternative, non è che aspettiamo l’ultimo giorno e poi veniamo a casa con il cerino in mano. C’erano delle problematiche per il ragazzo e per il procuratore e purtroppo quando c’è tanta gente coinvolta i tempi si allungano e lui aveva un pregresso l’anno scorso per un trasferimento con il Trapani diciamo complicato. Quindi si dovevano sistemare delle caselle e non ci si riusciva a capire, quindi quando l’imbuto del tempo si restringe è normale che si arrivi ad una soluzione. E mi potevate dire “non potevi prenderne un altro?” Sì, potevamo prenderne un altro, però sinceramente volevamo prendere lui, perché è un giocatore che crediamo possa corrispondere a quello che serve a noi. Lui è molto bravo sui calci piazzati, anche sulle palle laterali, sui calci d’angolo, speriamo di aver acquistato un giocatore che ci porti dei benefici e della qualità dove prima mancavano. Lui si è anche un po’ risentito nell’aver letto che lui non voleva venire qua.

Terzino sinistro e attaccante giovane? A inizio mercato volevamo prendere un terzino sinistro, poi nel nostro percorso di lavoro, facendo delle valutazioni tutti insieme, abbiamo visto la crescita esponenziale di Sandon. Non volevamo non dare la possibilità di crescere ad un ragazzo del nostro settore giovanile che secondo noi è importante, abbiamo pensato proprio per scelta di non valutare un’altra alternativa a Calderoni. Siamo convinti di poter avere delle soluzioni interne, dal punto di vista della sua sostituzione, se non fosse Sandon, in quel ruolo potrebbero giocare anche Bruscagin o lo stesso Crecco. Prendere un altro terzino secondo noi voleva dire frenare la crescita di un ragazzo promettentissimo. Ci stiamo puntando, ci stiamo credendo, poi se a gennaio valuteremo che ci siamo sbagliati, prenderemo altre soluzioni.
Per quanto riguarda la punta, è stata una scelta valutata insieme alla fine, perché c’era la possibilità di prendere un altro attaccante, ma avevamo paura di non valorizzare un giocatore come Tommaso Mancini. Lui ha avuto una preparazione difficile nelle scorse settimane, ha avuto un momento particolare derivato dagli infortuni; adesso sta benissimo, quindi credo che sia giusto e corretto dare molta forza a lui, perché è un ragazzo che ci sorprenderà e noi siamo convinti di ciò. Non volevamo frenare la crescita di questi due giocatori, prendere un terzino sinistro alternativa o una punta giovane alternativa non sarebbe stato un problema, è stata una scelta, una valutazione fatta a 360°.

Sandon? Ieri ha giocato in Nazionale e ha subito un contrasto alla caviglia, non sembra una cosa grave, una piccola situazione ossea, è stata fatta una lastra stamattina, però comunque il ragazzo, non ha niente di grave o almeno così ci hanno detto.

Età media alta? Abbiamo 4-5 senatori secondo noi qualificati che hanno un’età avanzata, poi adesso stavamo parlando all’opposto, di ragazzi giovani. Noi giochiamo con un portiere che è un 2001, però è corretta questa osservazione, abbiamo dei giocatori che riteniamo validi e importanti, come Rigoni, Meggiorini, Lanzafame che possono aumentare l’età media della squadra.
Però abbiamo anche i giovani, abbiamo quelli con un’età media e abbiamo gli over, credo sia un mix importante. Non è stata sicuramente una scelta voluta anagraficamente è stata una scelta tecnica, come ad esempio la scelta di tenere Lanzafame che era un giocatore in scadenza e che abbiamo tenuto anche se è un ‘87, ma siamo convinti che possa essere un giocatore che fa al caso nostro.

Portieri? Pizzignacco ha fatto bene qui, anzi non bene, benissimo. L’anno scorso ha fatto un’ottima annata a Legnago, l’abbiamo seguito, l’abbiamo osservato, quindi, perché non provare a farlo crescere da noi? Questa è una valutazione fatta tutti insieme e mai messa in discussione. Il fatto di prendere un terzo portiere è una valutazione anche questa che stavamo facendo, perché il terzo portiere? Perché purtroppo la Primavera gioca al sabato come noi, quindi il nostro allenatore gradisce avere sempre 3 portieri quando giochiamo.
Quindi poter privare la Primavera di un portiere ci sembrava sbagliato, Confente è stata un’opportunità che ci è capitata e lui, dal mio punto di vista, vale quanto Grandi e Pizzignacco.

Da Riva e Beruatto? Sono state scelte sinceramente anche un po’ antipatiche di altri club, ecco. Quella di Da Riva è una cosa un po’ fastidiosa per noi, però è andata così, di sicuro non c’è alcuna responsabilità dei due ragazzi. I due ragazzi sono fortemente dispiaciuti di non essere rimasti qua, perché comunque si erano trovati bene e di certo non è dipeso da loro questo problema, è che altre persone hanno agito per loro e magari in maniera non corretta nei confronti del Vicenza, diciamo così.

Le due sconfitte? Se non cambiamo marcia non potremmo essere protagonisti in questo campionato, quindi o ci si mette veramente a correre e andare forte sotto tutti i punti di vista altrimenti si rischia un campionato di questo livello. Non saprei dire quali sono le squadre che non hanno lavorato bene, sono sincero. Anche l’ultimo giorno di mercato, il Perugia ha preso 5 giocatori. Noi magari in maniera anticipata abbiamo fatto abbastanza, abbiamo cercato di lavorare in antecedenza per poter portare la squadra, il più possibile formata in ritiro, cosa che abbiamo fatto, anche se magari i risultati iniziali non l’hanno evidenziato.
Il rammarico del play Taugourdeau che era una nostra prima scelta e siamo arrivati lunghi. Non perché abbiamo, come ho sentito dire, il gioco al ribasso, non è assolutamente vero, perché Taugourdeau è un giocatore voluto.

Meggiorini? Se ci può consolare anche l’anno scorso ha saltato le prime due. Meggiorini ci può dare una mano, noi ci speriamo e ci puntiamo, è chiaro che davanti abbiamo anche preso un certo Davide Diaw, insomma ecco. Quindi crediamo di aver riempito in maniera forte quello che è il contesto del reparto. In carriera Meggio non è mai stato uno da 38 partite, ma abbiamo 5 cambi e crediamo che Meggiorini diventi importante sotto questo aspetto. Perché comunque non è fondamentale che lui debba giocare per forza 90’ minuti, però coi 5 cambi ti puoi anche permettere di intervallare aspetti dei giocatori che magari con 3 non avresti potuto fare. Poi Meggiorini è un professionista esemplare, quindi la sua professionalità non poteva altro che essere premiata.

Perché questo inizio in campionato? La spiegazione, non ce la siamo data, l’abbiamo cercata, ci siamo parlati, veramente nel profondo, guardandoci in faccia, sotto tanti punti di vista, dicendoci quello che pensavamo. Sono emerse cose, che rimangono al nostro interno e che cercheremo di sviluppare quanto prima per migliorarle. Però sì abbiamo provato a chiarirci su cose condivise e meno condivise. Preoccupati? Se non cambiamo la tendenza sì, ma non bisogna essere preoccupati, siamo partiti da due mesi e siamo ancora in una situazione cosi, vuol dire che qualcosa non ha funzionato e va rimediato, non è che dobbiamo nasconderci. Non deve succedere che la squadra nel secondo tempo qui a Vicenza, giochi o si neutralizzi sotto questo punto di vista, contro un avversario, diventando arrendevole. Quindi vuol dire che non va bene, ne siamo consci. Adesso non vuol dire che prima andava male tutto e adesso andrà bene tutto. Ma anche da un punto di vista del lavoro, si è cercato di analizzare non solo dal punto di vista tattico, ma anche dal punto di vista del lavoro nel quotidiano e da tutto quello che è il sevizio che mettiamo a disposizione della squadra, ci auguriamo che qualcosa cambi assolutamente, soprattutto l’atteggiamento.

Padella? La Virtus Entella lo voleva ma il suo desiderio era quello di rimanere a Vicenza. Noi non volevamo cederlo, quindi di conseguenza avrebbero trovato una barriera.
Per quanto riguarda il suo contratto abbiamo demandato a dopo la chiusura del mercato.

Cosenza? Sarà motivato, non può essere altrimenti, hanno preso giocatori che magari da altre parti non trovavano spazio e soluzioni, andremo a trovare una squadra carica.

Il mio rosso? Se lo meritava l’arbitro, mica io sinceramente. Mi sono arrabbiato per un’espulsione che dal mio punto di vista c’era. Ho protestato in maniera plateale, questo non va bene, però alle volte diventa difficile essere composti.

Pubblicato il 3 Settembre 2021

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