Marotta & Padella: “Quando il Vicenza ti chiama, ci devi andare. E’ una piazza che vive di calcio”

Sesto appuntamento live sul nostro profilo ufficiale Instagram con LR On Air. Quest’oggi in compagnia in una diretta condivisa di Emanuele Padella e Alessandro Marotta che hanno risposto alle curiosità dei tifosi.

Tutte le curiosità rivolte a Emanuele Padella:

Con Marotta vi siete piaciuti fin da subito? “Non ci siamo piaciuti sin da subito, la prima partita l’abbiamo fatta 12 anni fa, Cisco Roma – Gubbio, non c’è stato subito amore, però dopo aver giocato contro, ritrovandoci con l’avventura a Benevento è nato un bel rapporto. Adesso Alessandro è un gran amico, una persona che c’è sempre”.

Il gol più bello di Marotta? “Il più bel gol lo ha fatto a Messina, un gol con un colpo dello scorpione, devastante. Invece quest’anno quello con la Feralpisalò, Alessandro quando gioca tira fuori dal cilindro qualcosa di unico”.

Perché hai scelto Vicenza? “Quando il Vicenza ti chiama ci devi andare, è una piazza importante che vive di calcio, quando il direttore mi ha chiamato non ci ho pensato due volte, c’era tutto per fare un percorso importante: un gruppo e una società solida, un grande allenatore,  ho scelto Vicenza per provare a fare quello che ho fatto a Benevento”.

Che squadra tifi? “Tifo Roma, Francesco Totti è il mio idolo”.

Quando arriverà un gol? “E’ meglio prendere zero gol piuttosto che farne, poi se verrà un gol sarò contento e spero di farlo sotto la sud perché è emozionante”.

Arma si fa biondo se vinciamo, tu? “Io per scaramanzia non parlo e non voglio dire niente, in questo momento c’è da combattere contro una cosa più grande di noi, penso che il campionato si farà verso giugno e luglio, purtroppo c’è questo stop forzato non possiamo fare nulla, stiamo a casa”.

Ti senti un leader della difesa? “Mi sento un giocatore come gli altri che sta contribuendo a fare qualcosa di importante per il Vicenza, sto dando tutto durante la settimana e la domenica per cercare di portare questi colori più in alto possibile”.

Con il Mister come ti trovi? “Il mister è la nostra punta di diamante, ha costruito un gruppo solido e maturo che vuole arrivare in alto, sappiamo che è dura, quando ricominceremo cercheremo di farci trovare pronti per regalare un sogno a questa città”.

Vicenza è la tifoseria più calda in cui hai giocato?  “Vicenza è una piazza molto calorosa, anche Ascoli ha una tifoseria molto passionale e a Benevento dopo quello che abbiamo fatto in 2 anni ho visto una città trasformarsi, c’era la gente che esplodeva fuori dallo stadio. Sono tutte tifoserie importanti che mi hanno dato tanto”.

Marotta è il più matto dello spogliatoio?  “Alessandro è un personaggio dentro lo spogliatoio, ma quest’anno ne abbiamo diversi: Pasini, Arma, Giacomelli, siamo un bel gruppo e ci vogliamo bene come amici e compagni. C’è qualcosa di magico”.

Vi tenere allenati? “La società ci ha data tutto per allenarci, cyclette, elastici e pesi. Abbiamo un programma e un nutrizionista che ci segue, non sappiamo quando si inizierà ma ci faremo trovare pronti.

Anche voi correte per Cinelli in campo? “Questa è una voce messa in giro da Arma, ma per stare lì in alto dobbiamo faticare tutti, siamo un gruppo che corre e dobbiamo ancora pedalare per inseguire il nostro sogno”.

La partita più emozionante di quest’anno? “Ce ne sono 2, quella con la Reggiana in casa, dopo la sconfitta di Piacenza dove dovevamo dare un segnale importate a noi stessi e al campionato. La seconda, ancora più importante ,è quella con il Carpi. Era uno scontro diretto, abbiamo allungato in classifica, in un clima pazzesco negli spalti, con tanta adrenalina e un clima fuori dal normale”.

Torneremo a giocare? “Siamo anche noi cittadini e seguiamo le regole del governo, dobbiamo aspettare e vedere come evolve questa brutta situazione. Se stiamo a casa riusciremo a sconfiggere questo avversario, è questa la cosa che conta adesso”.

Ci sono gli attaccanti che ti hanno più impressionato? “Mi hanno impressionato Odogwu e Magrassi della Virtus Verona, in quella partita sono andato un po’ in difficoltà, mi hanno sorpreso molto fisicamente”.

Chi è il leader nello spogliatoio? “Siamo tanti leader in squadra, ci sono tanti ragazzi che hanno vinto campionati, la società ha fatto un gruppo importante composto da tanti leader che nei momenti di bisogno si uniscono per superare le difficoltà”.

Che futuro vedete per Zarpellon, Tronco, Pontisso, Zonta e Vandeputte? “Parliamo di giovani forti e bravi ragazzi, stanno bene nel gruppo, si impegnano e sicuramente miglioreranno ancora di più. Stanno dando un contributo importante alla squadra”.

Che passione avete oltre al calcio? “I miei figli, sono un papà e un marito a tempo pieno. Quando non gioco amo stare a casa con la mia famiglia, vivere la mia famiglia, una vita tranquilla con amore, serietà e felicità”.

La trasferta che vi ha emozionato di più? “Cesena, come ha detto Marotta. Già alla rifinitura a Capovilla con 500 tifosi, non è da tutti. E’ stato un segnale importante, tuta la città e i tifosi erano con noi e noi abbiamo vinto da grande squadra, una squadra che vuole fare qualcosa di importante”.

La partita più sudata? “Tutte, non ricordo gare facili, per vincere ci vuole sempre quel qualcosa in più. Noi ne abbiamo vinte tante ma speriamo di vincerne ancora di più”.

La piazza più bella dove hai giocato in precedenza? “Qualsiasi mi ha lasciato un ricordo indelebile. A Benevento sono diventato marito e padre, ho vinto due campionati dalla Lega Pro alla Serie A. Ad Ascoli ho lasciato il cuore, lì vive la mia famiglia e quindi è casa. E ora Vicenza che difendo con tutto me stesso per cercare di portarla dove ho portato il Benevento qualche anno fa”.

Piatto tipico mangiato a Vicenza? “ll baccalà, ma da romano amo la carbonara e gli altri piatti romani”.

Ti fai biondo in caso di B? “No, io non dico niente. Sono troppo scaramantico, non cambio nulla”.

Quanto è importante la società? “Il Vicenza è una società solidissima che ha costruito basi solide, quello che abbiamo fatto è perché alle spalle c’è una società forte: altrimenti non arriverebbe un direttore importante, un mister importante come Di Carlo, giocatori importanti. Se stiamo in alto è merito della società e della famiglia Rosso che ha fatto investimenti importanti”.

La squadra più cattiva incontrata quest’anno? “La Fermana. E’ stata una partita brutta, rognosa, spezzettata da molti falli. Abbiamo giocato poco la palla ed è stato importante uscire con un punto da lì”.

Pregi e difetti di Marotta? “L’ho sempre detto, quando sono venuto qui a Vicenza l’ho chiamato subito perché lo volevo qui con me. E’ un giocatore importante ma soprattutto è una persona alla quale voglio molto bene, una persona vera, leale, dice le cose in faccia. Ora lo vorrei abbracciare perché noi ci abbracciamo sempre, siamo grandi amici”.

Bizzotto scrive che devo imparare a giocare a ping pong in questa quarantena. “Ma Bizzotto deve capire che sono più forte io a ping pong!!!”.

Com’è il morale? “Il morale deve essere sempre alto. Non dobbiamo mollare come persone, è un momento delicato e dobbiamo stare uniti. Sconfiggiamo il virus stando a casa e speriamo possano trovare a breve un vaccino”.

Com’è esultare sotto la Sud? “Bellissimo. C’è tutto: adrenalina, gioia, abbracci. Un clima bellissimo che ti porti dietro anche dopo, finita la gara”.

La trombetta? “Ce l’ho qui, è una cosa molto seria e molto scaramantica, si suona solo quando si vince, spero di suonarla altre 11 volte quest’anno”.

Da dove viene la trombetta che suoni a fine gara? Me l’ha regalata il mister per la partita contro il Rimini. Se vincevamo avrei dovuto suonarla e portarla sempre. Da quella volta è diventata un gesto scaramantico, una cosa che è parte del gruppo. Ha portato bene e speriamo di poterla suonare ancora tante volte”.

 

Tutte le curiosità rivolte ad Alessandro Marotta:

Con Padella vi siete piaciuti fin da subito? “Ci odiavamo da avversari, abbiamo entrambi due caratteri forti che vogliono prevalere. Abbiamo vissuto emozioni che non si dimenticano, condividiamo insieme rapporti importanti, grazie alla vittoria del campionato a Benevento il rapporto si è solidificato e adesso siamo davvero grandi amici”.

Come mai Vicenza? “Io ho scelto questa piazza per le ambizioni della società e la storia che ha scritto negli anni. Sapevo di trovare anche Padella, lui è arrivato prima, sapevo che avremmo affrontato un campionato al vertice, cercando di dare grandi soddisfazioni alle persone, l’ambizione ha fatto sì che io scegliessi il Vicenza”.

Che squadra tifi? “Tifo Napoli”.

Che momento è stato quando sei uscito con la Vis Pesaro? “Io non voglio uscire, a me piace stare in campo ed essere protagonista. A Pesaro ho avuto una piccola reazione di nervosismo contro me stesso perché non ero riuscito a dare il mio massimo, quindi non c’è stato assolutamente niente”.

Come è il mister? Come ti trovi? “Il mister ci ha fatto capire cosa significava giocare per il Lane, e ci ha fatto capire l’importanza di vincere in una piazza così importante, è stato bravo a far sentire tutti importanti, ha creato un grande gruppo inserendo bene anche il suo staff con cui siamo molto legati”.

Vicenza è la tifoseria più calda in cui hai giocato? “Ho avuto la fortuna di giocare in grandissime piazze importanti, Bari, Catania, Benevento, Cremona, Vicenza sicuramente entra a far parte delle tifoserie più calde in cui ho giocato. Il nostro obiettivo adesso è far esplodere di gioia Vicenza per vedere lo stadio totalmente pieno”.

Quando segnerà Padella? “Lui farà soltanto un gol, glielo ho detto a inizio stagione, un gol importantissimo, quest’anno si sta più dedicando a non prendere gol, io preferisco questo. Adesso l’importante è ritornare a giocare, sennò non segno neanche io”.

Sei il più matto dello spogliatoio?  “Sono uno che si fa sentire nello spogliatoio mi piace parlare e scherzare, sono uno in grado di fare gruppo”.

Vi tenete allenati a casa? “Il calcio oltre a essere una passione è anche una nostra professione, ci teniamo allenati per quello che si può fare, per fare in modo di farci trovare pronti al ritorno del campionato. Abbiamo un obiettivo da conquistare. La società si è fatta trovare pronta sotto ogni punto di vista”.

La partita più emozionante di quest’anno? “Condivido quello che disse il capitano Bizzotto. Secondo me la partita più emozionante è stata quella di Trieste, vincere partite così dopo una sconfitta nella partita precedente è segno di grande maturità, così come è successo anche con la Reggiana. Queste infatti credo siano state in assoluto le due partite più emozionanti e importanti”.

Torneremo a giocare? “Il calcio passa in secondo piano in questo momento, dobbiamo stare a casa sperando che tutto questo passi il prima possibile. Quando ritorneremo sarà completamente un campionato nuovo, sarà un minicampionato, si ripartirà da zero e sarà molto difficile, ci sarà una nuova preparazione, noi lo affronteremo così come abbiamo fatto fino ad adesso”.

Chi il leader in campo? Il vero leader in questa squadra è l’umiltà, con tutti questi giocatori importanti che hanno vinto tanto a volte ci può essere il problema del protagonismo, invece questo è stato messo da parte ognuno qui fa quello che deve fare con grande rispetto, questa è l’arma in più”.

Che futuro vediamo per Zarpellon, Tronco, Pontisso, Zonta e Vandeputte? “Sono ragazzi giovani che stanno facendo un anno importante, la carriera dei calciatori però è fatta di insidie, adesso bisogna pensare al presente che è buono”.

Che passione avete oltre al calcio? “La mia famiglia. Nonostante il momento stare a casa ora è bello. Riesco a vivermi cose che prima magari non immaginavo, riesco a conoscere ancora di più i miei figli e loro sono contenti di passare ancora più tempo con me. Esco solo per fare gli allenamenti, sennò vivo la casa o esco con mia moglie per mangiare fuori, poi i miei figli fanno calcio e danza e accompagnandoli, non rimane molto tempo per gli hobby”.

La trasferta che vi ha emozionato di più? “Cesena, è stata un’emozione unica e bellissima. 1500 tifosi al seguito, è stato come giocare in casa. Poi quella vittoria è nata ancora prima, sono venuti in 500 alla rifinitura ad incitarci, capendo che era una partita importante e da vincere e ci hanno dato una grossa mano”.

La partita più sudata? “Tutte, vincere non è mai semplice. Poi tutte vogliono battere la prima della classe, poi alcune vittorie magari sono sembrate più semplici ma non è così”.

La piazza più bella dove hai giocato in precedenza? “Benevento”.

Vi vogliamo in A con il Lanerossi. “Ma magari (ride, ndr). Intanto pensiamo un passo alla volta, siamo ancora il Lega Pro e mancano 11 partite per salire il primo scalino. Pensiamo a vincere e rimanere qui l’anno prossimo”.

Piatto tipico mangiato a Vicenza? “Anch’io ho mangiato il baccalà, sicuramente ci saranno anche altri posti che lo fanno in maniera divina, dobbiamo rimangiarlo”.

Ti tagli la barba in caso di B? “No, non me la taglio la barba. A Benevento me la tagliarono in campo per la promozione e mia moglie non mi parlò per un mese. Magari mi faccio biondo come ha detto Rachid Arma”.

Padella è scaramantico? “E’ la persona più scaramantica che io abbia mai conosciuto. Nel calcio ce ne sono tanti, ma lui è il primo nella classifica mondiale”.

Quanto è importante la società? “Se siamo dove siamo è perché tutto va come deve andare: societ, staff e calciatori, se tutto insieme funziona allora si ottengono grandi obiettivi”.

Almeno quando tornerete l’erba del campo sarà migliore. “Mamma mia, mi dovete credere, ho detto ogni cosa contro l’erba del campo, ma ora ci andrei a giocare anche se non ce ne fosse (ride, ndr).

La birra a Trieste? “E’ stata una goduria, non era preparata, non avevo nemmeno segnato io. Ma quando siamo andati sotto la curva ad esultare ho visto quel tifoso e gli ho preso la birra per berla ed era anche fredda al punto giusto”.

Ti manca il gol?  “Sì anche perché ultimamente mi mancava. Ma la cosa più importante è vincere i campionati e al rientro tornerò sicuramente al gol”.

Cappelletti ogni tanto vi cucina qualcosa? “E’ bravo, mette le fotografie di tutte le cose che fa ma a noi non ci porta mai niente (ride, ndr)”.

Pregi e difetti di Padella? “Difetti che è troppo scaramantico. Fa sempre le stesse cose, soprattutto quando si vince, mi manda gli stessi messaggi, mi viene a prendere, andiamo a bere il caffè prima della partita…ok basta (ride, ndr). Il pregio è che viene dalla strada come me, io a Napoli e lui a Roma. Tutto quello che abbiamo ce lo siamo costruiti da soli, abbiamo costruito le nostre umili carriere solo con le nostre gambe, senza chiedere aiuto a nessuno. E’ un padre di famiglia fantastico, rispetta sempre gli altri, è educato, ti dice sempre quello che pensa in faccia, ho grande stima di lui e lo reputo una grande persona”.

E’ più forte Bizzotto o Padella a ping pong? “Andando prima al campo giochiamo sempre a ping pong perché Bizzotto ha comprato la rete e le racchette. Loro due si sfidano sempre, ma la realtà è che sono entrambi scarsi. Anzi l’unico più scarso di loro è Giacomelli”.

Com’è il morale? “Io sono estremamente positivo. Nessuno è abituato a rimanere in casa, è una nuova esperienza per tutti. Sto di più con la mia famiglia, pulisco casa e passo l’aspirapolvere, cosa che non facevo spesso prima. Ma il mio morale è sempre molto alto. Questo periodo ci farà apprezzare molto di più il valore delle piccole cose, anche solo il caffè al bar”.

Com’è esultare sotto la Sud? “Bellissimo. E’ uno stimolo per cercare di vincere la gara perché vincerla significa poter festeggiare sotto la curva con tutta la nostra gente, consapevoli di averli resi felici e di aver fatto passare loro una bella domenica”.

Pubblicato il 22 Marzo 2020

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