Presentato Magalini: “Speravo in questa chiamata, so cosa rappresenta Vicenza”

Pubblicato il 17 Maggio 2019

Nel pomeriggio è stato presentato il nuovo Direttore Sportivo biancorosso, Giuseppe Magalini che ha sottoscritto in data odierna un contratto biennale.

Ad introdurlo il Direttore Generale, Paolo Bedin: “Vorrei iniziare ringraziando Werner Seeber a nome della proprietà, della società e anche a nome mio, per il lavoro fatto, l’onestà, la correttezza e la cultura del lavoro che ha espresso in tanti anni a Bassano e anche in questa avventura a Vicenza.
Sempre a nome della proprietà e della società voglio dare il benvenuto a Giuseppe Magalini, come nuovo responsabile dell’area tecnica del LR Vicenza. Un grosso in bocca al lupo per le sfide che insieme ci aspettano. E’ una scelta importante perché riguarda il nostro core business, ovvero la parte più importante della nostra società. E’ una scelta consapevole, in quanto ci affidiamo a una persona che ha la professionalità, l’esperienza, la voglia e il desiderio di intraprendere questo percorso per cercare di raggiungere tutti gli obiettivi che auspichiamo di ottenere. Budget? E’ incrementale rispetto alla passata stagione, era già previsto lo fosse ed è in linea con gli obiettivi che ci siamo prefissati. Allenatore? Stiamo seguendo un filo logico, siamo partiti dalle valutazioni su un cambiamento nella guida dell’area tecnica, ora con il nuovo direttore sportivo valuteremo il ruolo dell’allenatore e poi della rosa. Cerchiamo di essere corretti parlando con le persone, prima di compiere delle scelte”.

Giuseppe Magalini: “E’ un piacere essere qui e vorrei fare un saluto a Werner perché so quanto ha dato in questi anni di lavoro. Vorrei aprire con un particolare, che però non è tanto particolare. Io sono un mantovano, non sono veronese come si scrive, abito a Roverbella, sono un mantovano di confine, ma ci tengo a precisarlo. Da Mantova lo reclamano (ride, ndr).
Ringrazio la proprietà, la famiglia Rosso, sono qui con molto piacere. Sono qui con molto entusiasmo, confidavo in questa chiamata, quando Bedin mi ha contattato glielo ho anche detto, speravo di poter venire qui.
Una responsabilità essere qui? E’ una sfida stimolante, ma ho la giusta esperienza per accettarla, assorbirla, e gestirla. So cosa rappresenta Vicenza e cosa si aspettano i tifosi. Arrivare al Menti e trovare diecimila spettatori, non può che essere uno stimolo in più. Voglio dare il meglio di me e voglio riuscire a portare qualcosa di importante sotto il piano dei risultati. Quest’anno ho visto 6-7 partite della squadra, sia sotto la gestione Colella, sia con la gestione Serena. Conosco molto bene i giocatori, ma li conoscevo bene anche prima di questa esperienza. E’ una squadra che ha disputato un campionato al di sotto delle proprie possibilità e aspettative, chi c’è stato prima (Seeber, ndr) ha lavorato bene sotto un punto di vista tecnico, perché ci sono delle condizioni contrattuali che permettono di fare delle scelte e costruire qualcosa di nuovo. Ci sono diversi giocatori in scadenza, per questo si è facilitati nel costruire e altri sotto contratto, sui quali fare delle valutazioni. Ci sono diversi giocatori importanti, oltre Bizzotto e Giacomelli, che volevo già prendere anni fa dal Vicenza. Vogliamo fare una squadra di vertice, non è un compito facile, ma comunque importante, perché potremmo trovarci in un girone di assoluto spessore. Vogliamo però costruire una squadra che possa ambire ad un risultato importante. Se si vuole pensare ad un dopo occorre pensare a dei profili non troppo vecchi ma nemmeno troppo giovani che permettano, una volta raggiunto un traguardo, che non ci sia la necessità di rimescolare troppo le carte.

Di Carlo? Qui c’è ancora un altro allenatore, Colella che peraltro conosco. Oggi in carica c’è lui, se si arriverà ad un cambio di allenatore, lo prenderemo in considerazione. Di Carlo è un amico da molti anni, ma oggi è un discorso prematuro perché c’è un altro allenatore che sta ancora lavorando e quindi ora voglio parlare prima di tutto con Colella per confrontarci. Di Carlo quando l’ho preso a Mantova allenava la Primavera del Vicenza, quando lo presi mi davano del pazzo, andavo a vedere gli allenamenti e mi aveva conquistato. Poi abbiamo vinto e siamo stati bravi e fortunati. L’allenatore ideale devo condividere i progetti della società. Non abbiamo mai parlato di allenatori fino ad ora”.

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