La prevenzione scende in campo. Con “Un goal contro il melanoma”, LILT Vicenza promuove una giornata dedicata alla salute della pelle che unirà le visite di prevenzione rivolte ai giocatori del L.R. Vicenza a un momento di approfondimento sull’importanza della diagnosi precoce, della corretta esposizione al sole e della consapevolezza dei fattori di rischio.
A raccontarne il significato sono il dott. Fortunato Cassalia, specialista in Dermatologia e Venereologia.
Dott. Cassalia, che valore ha un’iniziativa come “Un goal contro il melanoma”?
Fortunato Cassalia:
«Ha un valore molto importante, perché porta la prevenzione in un contesto di grande impatto sociale e comunicativo come quello sportivo. Parlare di melanoma all’interno di una squadra di calcio significa sensibilizzare non solo gli atleti, ma anche i giovani, le famiglie e tutte le persone che praticano attività all’aria aperta. Il messaggio è chiaro: la prevenzione deve entrare nella vita quotidiana, diventare un’abitudine, un gesto di attenzione verso sé stessi.»
Dal punto di vista clinico, quali sono i cardini della prevenzione?
Fortunato Cassalia:
«La prevenzione si basa su due aspetti fondamentali. Il primo è la prevenzione primaria, quindi i comportamenti corretti: esporsi al sole in modo consapevole, evitare le ore centrali della giornata, utilizzare la protezione solare in maniera adeguata e proteggere la pelle durante l’attività sportiva o in montagna.
Il secondo aspetto è la prevenzione secondaria, cioè osservare la propria pelle, imparare a riconoscere eventuali cambiamenti e sottoporsi a controlli dermatologici regolari. Il melanoma, se individuato precocemente, può essere trattato in modo molto più efficace. Ecco perché la diagnosi precoce fa davvero la differenza.»
Quali segnali non andrebbero mai sottovalutati?
Fortunato Cassalia:
«Ogni cambiamento della pelle merita attenzione. Penso a un neo che cambia forma, colore o dimensione, oppure a una nuova lesione che compare e si modifica nel tempo. La regola dell’ABCDE resta uno strumento utile per il cittadino: asimmetria, bordi irregolari, colore disomogeneo, diametro aumentato ed evoluzione della lesione. La valutazione dermatologica deve essere sempre completa, contestualizzata e affidata a professionisti.»
Questa giornata si rivolge a giocatori professionisti: c’è un messaggio specifico anche per chi pratica sport?
Fortunato Cassalia:
«Assolutamente sì. Chi pratica sport all’aperto è esposto ai raggi UV spesso per molte ore e in momenti della giornata ad alto rischio. Per questo la protezione solare, l’uso di indumenti adeguati e l’attenzione ai segnali della pelle sono ancora più importanti. Lo sport è salute, ma deve essere accompagnato da una cultura della prevenzione.»
Quanto è rilevante oggi il tema melanoma dal punto di vista epidemiologico?
Fortunato Cassalia:
«È un tema molto rilevante e in costante crescita. Il melanoma, pur essendo meno frequente di altri tumori cutanei (ad esempio: il basalioma), rappresenta una neoplasia che richiede particolare attenzione proprio per il suo andamento epidemiologico e per il potenziale impatto clinico. Secondo I numeri del cancro in Italia 2024 di AIOM, nel nostro Paese si stimano circa 13.000 nuove diagnosi di melanoma cutaneo. In Veneto, i dati del Registro Tumori riportano circa 2000 casi nel 2022. Sono numeri che ci dicono con chiarezza quanto sia necessario investire sempre di più in prevenzione, informazione e diagnosi precoce.»
Ci sono fasce di popolazione particolarmente coinvolte?
Fortunato Cassalia:
«Sì, e questo è un aspetto molto importante. In Veneto il melanoma rappresenta il primo tumore nei maschi sotto i 50 anni e il terzo tumore nelle femmine. Questo dato ci fa capire che non stiamo parlando soltanto di una patologia dell’età avanzata: è una malattia che può colpire anche persone giovani e attive. Proprio per questo iniziative come questa, rivolte anche a un pubblico sportivo e giovane, hanno un forte valore educativo oltre che sanitario.»
Qual è oggi il contributo della ricerca e dell’innovazione nella lotta al melanoma?
Fortunato Cassalia:
«Negli ultimi anni la ricerca ha cambiato profondamente lo scenario. Oggi disponiamo di strumenti diagnostici sempre più accurati e di terapie innovative che hanno migliorato in modo significativo la gestione dei casi avanzati. Penso all’evoluzione delle terapie sistemiche, ai trattamenti target e all’immunoterapia per un approccio sempre più personalizzato. Tuttavia, il progresso scientifico non sostituisce la prevenzione: la vera svolta resta arrivare prima, intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali e costruire nei cittadini una maggiore consapevolezza del rischio.»
Qual è il messaggio conclusivo che vi sentite di rivolgere alla comunità?
Fortunato Cassalia:
«Che la prevenzione è una scelta concreta, non un concetto astratto. Significa adottare comportamenti corretti ed osservare la propria pelle. La pelle parla di noi e del nostro stato di salute. Ascoltarla e osservarla è un gesto semplice, ma può essere decisivo. Con iniziative come “Un goal contro il melanoma” vogliamo proprio diffondere questa cultura: prendersi cura della propria pelle significa prendersi cura della propria salute.»
Con “Un goal contro il melanoma”, LILT Vicenza rinnova così il proprio impegno nella promozione della prevenzione oncologica, unendo competenza clinica, divulgazione scientifica e sensibilizzazione pubblica in un’iniziativa capace di trasformare una giornata di visite in un messaggio forte e condiviso di responsabilità collettiva.



